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Alla scoperta del Casinò di Sanremo e del suo Teatro

Negli occhi dei più, il casinò è considerato un posto di eccessi e follie. Se tu sei fra questi, allora questo articolo fa proprio al caso tuo. Perché, prima di qualsiasi altra cosa, il casinò è un posto di divertimenti, e, in alcuni casi, come quello del casinò di Sanremo, è un luogo di cultura che ha segnato la storia del nostro paese.

Il Teatro Del Casinò di Sanremo

Croupier e giochi da tavolo non sono tutto quello che troverai all’interno del casinò. Se infatti ci si addentra nella splendida struttura, incontreremo il Teatro del casinò.

Il Teatro del Casinò di Sanremo è fra i teatri più prestigiosi e illustri di tutta Italia. Chi lo conosce anche solo un minimo sa che negli anni ’30 la direzione fu assegnata a Luigi Pirandello, celebre autore di “Uno, nessuno e Centomila”, “Sei Personaggi in cerca di autore “e moltissime altre opere che hanno dipinto la storia della letteratura italiana.

Difatti, le condizioni sotto il quale Pirandello fu direttore del Teatro erano particolari.

Nel 1930, quando Pirandello diventò direttore, l’Italia si trovava sotto il regime fascista, regime che aveva vietato il gioco d’azzardo in tutta Italia.

E se il gioco d’azzardo non poteva essere effettuato in Italia, questo voleva dire che gli italiani non giocavano più d’azzardo?

Assolutamente no!

Infatti, gli italiani che volevano divertirsi andavano nella vicina Costa Azzurra.

Per evitare che questo accadesse, il Governo Fascista autorizzò gli italiani a praticare legalmente il gioco d’azzardo nel Casinò Municipale di Sanremo.

Tutt’ora, la storia di questo teatro si respira non appena si entra. Con nove palchi, quattrocento posti, e il leone dorato simbolo della città che ti guarda dall’altro, è impossibile non pensare a quanto questo Teatro abbia scandito il ritmo della cultura italiana.

E da un punto di vista letterario, e da un punto di vista musicale. È infatti qua che è nato quello che è oggi il festival musicale italiano per eccellenza. Quello che per gli italiani è…

Il Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo, anche detto Sanremo, ma il cui nome completo è il Festival della Canzone Italiana, è stato inaugurato proprio nel Teatro del Casinò.

Non è però nato qua. Infatti, due edizioni del Festival della Canzone Italiana si erano svolte nel 1948 e 1949 a Viareggio in Toscana.

Questa variante dell’evento fu interrotta nel 1950. Solo nel 1951, al Teatro del Casinò, si tenne la prima edizione del Festival di Sanremo.

Ma perché si tenne proprio al Casinò?

Come chi ha visitato Sanremo saprà, Sanremo è una città di mare che si trova lungo la Costa dei fiori.

L’alta stagione nelle località di mare va dal 1° giugno al 31 agosto, ma il resto dell’anno le attività da fare diminuiscono notevolmente. Per portare un po’ di turismo, Angelo Amato, l’allora direttore delle manifestazioni e delle pubbliche relazioni del casinò di Sanremo, e il conduttore radiofonico Angelo Nizza decisero di riprendere il format di Viareggio.

Alla prima edizione del Festival di Sanremo parteciparono solo tre – sì, avete letto bene, tre – artisti, che però portarono molte canzoni.

Il resto, come si suol dire, è storia.

Il Teatro del Casinò di Sanremo ha segnato la storia molto più di quanto si pensi, ma il casinò stesso non è da meno.

Ancora oggi rimane centro di divertimento sia per i migliori giocatori del paese che per chi vuole passare una serata rischiando. Come tutti i casinò al passo coi tempi, anche questo incredibile edificio offre la possibilità di giocare online. Non avrete lo splendido spettacolo che vi offre Sanremo, ma vi divertirete uguale. Però tutto quello che prima era dal vivo e adesso ha delle varianti online fa porre alcune domande. Fra le più comuni ci sono: come funzionano i casinò online? Sono affidabili? Quali casinò dovrei scegliere?

Senza dubbio il Casinò di Sanremo è la crème della crème, eppure anche questo accetta depositi minimi da cinque euro, e questa è un’ottima cosa. Vi spieghiamo ora perché.

Come funzionano i casinò online e la norma sui depositi minimi da 5 euro

A seconda che i casinò online siano live o meno, ci si potrà trovare di fronte a varie possibilità.

Ma quali sono queste possibilità? E come funzionano i casinò online?

Se controllate i casinò più importanti e affidabili, vedrete che la maggior parte prevede un deposito minimo da 5 euro. Questo è un aspetto che piace soprattutto ai giocatori occasionali e a coloro che vogliono o imparare a giocare, o tentare la fortuna senza spendere un capitale.

Altro vantaggio che potrebbe sembrare banale ai più esperti è quello della sicurezza. I casinò online in Italia sono in gran parte sicuri e legali, ma è possibile imbattersi in casinò che non siano veramente tali. Quelle sono banalissime truffe online, perciò se vedete che non offrono un deposito minimo basso quello potrebbe essere un segnale di allarme.

Così come è certamente un segnale se non vi viene richiesto un documento che provi che avete compiuto 18 anni. Se perciò temevate che i casinò online non fossero sicuri, andate tranquilli e prendete piccoli accorgimenti. D’altronde, persino un mostro sacro come il Casinò di Sanremo è ormai online. E quello ha fatto la storia.

Il Teatro del Bardo

Londra, 1599.

Nella Londra elisabettiana, due grandi compagnie teatrali monopolizzano l’attenzione del pubblico.

Da un lato abbiamo i The Admiral’s Men e dall’altra i Lord Chamberlain’s Men, le due compagnie più influenti del momento. Ma solo di una delle due faceva parte Shakespeare – i Lord Chamberlain’s Men, ovvero gli Uomini del Ciambellano (così chiamati perché fondati dal Ciambellano di Elisabetta I) e furono proprio loro a costruire il Globe Theatre, teatro dalle origini curiose.

Clausole e improperi: le origini

Nonostante i Chamberlain’s Men abbiano costruito il Globe Theater nel 1599, non lo idearono da zero. I materiali con i quali fu costruito il Globe Theatre furono infatti presi da un altro teatro che aveva una storia un po’… burrascosa.

Il teatro di cui la compagnia di Shakespeare prese i materiali si chiamava Teatro di Burbage, dal nome del suo proprietario, e individuo cruciale per la storia dei teatri come li conosciamo ora.

Prima che Burbage fece costruire il suo teatro, infatti, le esibizioni teatrali erano prodotti confezionati per essere messi in scena o in strada, o dentro i cortili delle taverne. Cosa cambiò?

Nel 1574 venne promulgato un Atto di Censura che imponeva strette regole su cosa potesse o non potesse essere rappresentato nei cortili delle taverne.

Per sfuggire a queste regole, Burbage decise di costruire il suo teatro dove avrebbe messo in scena quello che voleva.

Ma come si passa dal teatro di Burbage a quello dei Chamberlain’s Men?

Il teatro di Burbage era stato costruito sul terreno di un tale Allen, il quale alla fine dell’affitto voleva distruggere il teatro. Una clausola nel contratto permise però a Burbage di smontare e rimontare il teatro altrove. E indovinate chi se ne occupò? I cari uomini del Ciambellano.

Il teatro ricostruito aveva una struttura migliorata rispetto al primo che gli conferì il soprannome di “La Grande O”. Il suo nome vero e proprio è però celeberrimo ed è passato alla storia poiché era qua che prendevano vita i copioni di un tale William Shakespeare. Esatto, stiamo parlando del Globe Theatre.

Rivalità

Al tempo il diritto d’autore non esisteva, ed è per questo che era possibile quello che sto per descrivervi.
Immaginatevi che tutti i soldi che vi entrano, sponsor a parte, derivino dai biglietti e che un vostro avversario abbia appena rappresentato un’opera incredibile. Da togliere il fiato. Cosa fareste?

Ne fareste una migliore?

Ma ovviamente no; la copiereste. Che è quello che facevano anche le compagnie del tempo.

Ogni volta che uno dei loro rivali mandava in scena uno spettacolo di successo, i membri delle compagnie inviavano qualcuno a… prendere appunti, se così vogliamo dire. Tempo qualche giorno e una copia dello spettacolo, anche se di qualità inferiore, poteva essere vista in tutti i teatri di Londra.

Questo in realtà era dovuto al banalissimo bisogno di sopravvivere.

Infatti, come già detto l’introito principale era dovuto al biglietto, ma questo spingeva le compagnie a 1) dovere produrre sempre di più e 2) mantenere una qualità costante che fosse meglio di quella dei tuoi concorrenti.

Quando questo non era possibile, allora si passava al plagio, tanto nessuno ti puniva. E nonostante alla legge non importasse molto se qualcuno ti copiava il lavoro, agli autori importava. E tanto. E quindi le rivalità fra compagnie, e quindi teatri visto che ogni compagnia aveva il suo teatro, non facevano altro che inasprirsi nel tempo.

Fermi tutti! Freniamo Questo Successo

Se oggi il teatro è considerato intrattenimento per artisti e acculturati, al tempo la scena che vi si sarebbe presentata era molto diversa. Il teatro era infatti un passatempo così popolare che rubava clienti a tutti gli altri eventi che potevano esserci a Londra, ed è per questo che il Globe Theatre e tutti gli altri teatri dovevano obbligatoriamente chiudere ogni giovedì della settimana per permettere alle altre performances della città di essere considerate. E non era solo un’usanza: fu promulgata una legge che sancisse le giornate di apertura e chiusura dei teatri.

Se avessero così tanto successo oggi, sarebbe impossibile riuscire a ottenere i biglietti per qualsiasi spettacolo.

Il successo degli spettacoli teatrali faceva sì che fosse pressoché impossibile imparare tutti i copioni a memoria. Come facevano allora? E come mai oggi abbiamo i copioni?

I copioni erano più una linea guida che, eventualmente, veniva imparata dagli attori a forza di recitare i pezzi.

Ma le prime volte come facevano?

Baravano. Di brutta.

O meglio, usavano quelli che nel Globe e nel teatro Elisabettiano venivano chiamati foul papers. In italiano ci sono varie traduzioni, la più comune delle quale è “carte sporche”. In realtà il termine carte sporche ha un dubbio significato poiché le carte sporche oltre a essere i fogli con abbozzi di battute e trama che gli attori avevano a disposizione durante gli spettacoli, sono anche le brutte dei pezzi stessi.

Inoltre, in particolare il termine Foul Papers viene utilizzato per le bozze di Shakespeare, quale è quindi la traduzione corretta?

Probabilmente nessuna, e probabilmente tutte.

Considerato che l’unico giorno di chiusura dei teatri era giovedì e che la produzione di un’opera cominciava immediatamente dopo la stesura, non è da escludere che l’opera venisse soggetta a un ulteriore processo di rifinitura anche se veniva già portata a teatro.

Una sorta di provare e riprovare finché non si trova la forma perfetta, insomma.

Non indossare quel vestito! – Scaramanzie a teatro e le loro origini

Ci sono posti tradizionali, e ci sono posti scaramantici. Il teatro appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Perché nessuno come gli attori sa cosa voglia dire il panico di non aver rispettato una scaramanzia. Non hai lasciato una luce accesa prima della chiusura? Adesso il teatro è infestato dagli spiriti. Hai dimenticato che non devi assolutamente indossare il viola a teatro? Fantastico. Hai rovinato tutto.

Ma da dove vengono queste usanze? Perché il viola non va indossato, ma il blu sì?

Perché siamo in Italia. Fossimo stati in Inghilterra, sarebbe stato il contrario.

Vediamo quindi le scaramanzie più curiose legate al teatro, e da dove derivano.

Vietato il Viola

Per capire come mai questo colore è così temuto a teatro dobbiamo concentrarci sul periodo della Quaresima. Ma non quello dell’anno scorso. Era infatti usanza nel medioevo indossare paramenti sacri di colore viola durante quel periodo.

Come i più devoti sanno, la Quaresima è un periodo di rinunce e riflessioni, ed è per evitare che i devoti indugiassero in tutto quello che non fossero le sopracitate qualità che durante la Quaresima erano vietati gli spettacoli. Al tempo, questi si tenevano per strada, ma la recitazione era già una professione.

Adesso, immaginate se voi rimaneste senza stipendio per 44 giorni (ovvero la durata della quaresima), e il motivo vi venisse ricordato tramite abiti viola ovunque. Immagino che anche voi comincereste a pensare che il viola non porti tanto bene.

Lascia una luce accesa per gli spiriti

In Italia non è così diffusa come usanza, ma nel mondo anglosassone è una delle scaramanzie più temute e rispettate. Di cosa stiamo parlando? Della così detta luce fantasma.

Se c’è un posto frequentato dagli spiriti, quello è senza dubbio il teatro. O almeno le troupe teatrali la pensano così, ed è per questo che in Inghilterra, ma anche in Francia, è usanza che la troupe non lasci mai al buio il teatro.

Quando i vivi finiscono il loro spettacolo, infatti, si dice che il palco non rimanga vuoto, ma che sia il turno degli spiriti di ballare ed esibirsi. E per fare questo necessitano di una luce.

In realtà, il fatto di lasciare una luce accesa sul palco ha una funzione molto più pratiche. Il palco di un teatro è pieno di angoli e anfratti che possono non essere pari, e il rischio di cadere quando si cercano gli interruttori è alto. Lasciando sempre una luce accesa, quando si torna in teatro, permette di trovare il pannello e accendere la luce senza rompersi una gamba.

L’origine dell’usanza rimane comunque un mistero. C’è chi dice che sia nata quando ancora i teatri erano illuminati mediante lampade a gas. In questo contesto, lasciare una luce – e quindi una fiamma – accesa avrebbe permesso di alleviare la pressione nelle tubature, evitando così che esplodessero.

Qualunque sia l’origine di questa usanza, quello che è certo è che conviene rispettarla. Perché usanza vuole che, se la luce fantasma venisse spenta, i fantasmi sicuramente ti saboteranno il palco.

Il Dramma Scozzese

Quanto è curioso che menzionare un dramma a teatro porti sfortuna?

Eppure, è così: vietato pronunciare il nome di Macbeth una volta varcate le porte. La storia che vi sta alle spalle è abbastanza macabra; si dice infatti che Shakespeare non si sia inventato gli incantesimi pronunciati dalle streghe, ma li abbia copiati da alcune streghe realmente esistite. Questo plagio non sarebbe stato preso molto bene dalle stesse, che avrebbero perciò maledetto l’opera stessa. Non è chiaro se ne sia una conseguenza diretta la morte dell’attore che interpretava Macbeth durante la prima del pezzo.

Ma, verosimilmente, può una leggenda basata su questo protrarsi nei secoli? E se la risposta è no, allora perché questo dramma è considerato maledetto?
Il Macbeth è un’opera ricca di scene di duelli. Probabilmente, quello che succedeva era che la presenza di tutte queste scene dove gli attori dovevano usare le spade risultasse spesso – fra prove e serate – in una notevole quantità di feriti.

Adesso i tempi sono cambiati, ma la leggenda resta al punto che ancora non si pronuncia il nome dell’opera dentro i teatri.

Ma, vi chiederete, è un po’ implausibile evitare di pronunciare il nome del pezzo che si va a mettere in scena durante tutta la durata delle prove e dello spettacolo stesso. Come fare?

Usando sinonimi, ovviamente. All’interno dell’ambiente il Macbeth viene chiamato Il Dramma Scozzese.

E se proprio non si può fare a meno di pronunciarne il nome, ci sono comunque delle soluzioni per scrollarsi di dosso la maledizione.

Basterà infatti uscire dal teatro, ruotare tre volte su se stessi, sputare sopra la spalla sinistra e recitare battute di un dramma di Shakespeare che non sia il Macbeth.

Tutto qui?

No. Se coloro che hanno pronunciato il titolo del Macbeth vogliono infatti rientrare devono necessariamente bussare alla porta del teatro e aspettare che qualcuno gli inviti a entrare. Un po’ come i vampiri, insomma.

Di scaramanzie nel mondo del teatro ce ne sono a piene mani, quali sono le vostre preferite? Lasciatele nei commenti.

Nel mentre però, vi diciamo noi perché il blu porta sfortuna nel teatro inglese: il colore blu era costosissimo, e le troupe teatrali che lo indossavano spendevano così tanto per gli abiti che finivano poi per andare in bancarotta.

L’arte: Dove studiare e cosa c’è di più divertente

Fatto interessante: le origini della recitazione possono essere fatte risalire fino all’antica Grecia.

L’architetto Polykleitos Neoteros di Argo iniziò la costruzione alla fine del IV secolo a.C. nell’antica città di Epidauro e la terminò in due decenni. Questo è il più teatro antico di epidauro

Fu costruito per il piacere dei pazienti di Asclepeion, poiché era opinione diffusa che guardare commedie e drammi facesse bene sia alla mente che al corpo.

Il teatro è cresciuto in fama e statura come uno dei siti storici più importanti della nazione.

Il monumento, che è circondato da una flora lussureggiante, conserva il theatron (auditorium), l’orchestra e la skene (il palco) componenti del design teatrale ellenistico.

Gli artisti e il coro salgono sul palco nell’orchestra, che ha una circonferenza di 20 metri.

Una piastra di pietra circolare nel centro serve come fondamento dell’altare.

È racchiuso dall’euripos, un tubo di drenaggio sotterraneo largo 1,99 metri.

L’euripos era circondato da una passerella di pietra.

Scuole di recitazione in Italia

Stai cercando dei corsi di recitazione in Italia? Leggi questi corsi di recitazione italiani per scoprire se queste scuole di recitazione europee sono adatte a te.

Accademia di Belle Arti. Scuole di recitazione in Italia è quello che deve essere considerato di sicuro se si osa recitare un giorno

scuole di recitazione in italia

L’Accademia dell’Arte è un programma biennale MFA in teatro fisico situato ad Arezzo, Italia, che è riconosciuto dalla Mississippi University for Women. Il nostro staff dedicato e gli artisti ospiti hanno sviluppato un curriculum che si concentra sulla Commedia dell’Arte, Acrobatica, Clown, e altri metodi teatrali alternativi. Gli studenti vivono e lavorano ad Arezzo e frequentano anche le lezioni a Torino, Milano e Berlino.

L’Accademia dell’Arte offre anche programmi di 14 settimane in Teatro, Danza e Musica.

Le performance degli studenti sono programmate ad Arezzo e nelle città toscane limitrofe, e dopo i moduli di studio presso la FLIC Circus School di Torino, The Berlin Acting School, e la Paolo Grassi School di Milano, avranno luogo importanti showcase.

MFA in Belle Arti.

Tasse per il programma MFA 2011-2013

Le tasse per il primo anno del programma MFA (moduli 1-3) sono di 16.500 euro.

Arezzo Modulo 1: 6.600 EUR

Arezzo Modulo 2: 6.600 EUR

Torino Modulo 3: 3.300 EUR

Il costo del secondo e terzo anno (moduli 4-7) è stimato in 20.900 EUR (questo importo è soggetto a variazioni a discrezione dell’Accademia dell’Arte).

Il costo complessivo del programma MFA (moduli 1-7) è stimato in 37.400 EUR (questo importo è soggetto a cambiamenti a discrezione dell’Accademia dell’Arte).

Aiuti finanziari: Gli studenti potranno fare domanda per un numero limitato di assistentati e borse di studio. Al momento della domanda, gli studenti sono tenuti a descrivere il loro piano finanziario previsto al fine di essere considerati per borse di studio o assistentati.

Di cosa hai bisogno per fare domanda: I candidati interessati devono compilare l’applicazione Accademia dell’Arte MFA e partecipare alle audizioni in diverse istituzioni partner in tutti gli Stati Uniti.

Sito web dell’Accademia dell’Arte A.B.I.T. ACADEMY

Una scuola di recitazione internazionale basata sulla tecnica di recitazione di Sergei Ostrenko che insegna il linguaggio internazionale della recitazione.

scuola di recitazione in italia

ABIT Academy ha fornito la foto.

Questa scuola di recitazione in Toscana fornisce tre anni di istruzione di alto livello – 30 ore ogni settimana – da ottobre a maggio.

Tecnica di recitazione, voce (metodo Voicecraft EVT), movimento, regia, storia del teatro e diritto dello spettacolo sono tutti inclusi nei corsi di recitazione.

I non madrelingua studiano la lingua italiana, mentre gli interpreti italiani imparano la parola, la poesia e i metodi di lettura espressiva.

Opportunità di spettacolo: La scuola ha un piccolo teatro interno, e gli studenti hanno un accordo con il comune per recitare negli antichi teatri italiani di Massa e Carrara.

Workshop con maestri internazionali della linea diretta di Meyerhold e preparazione di audizioni.

Laurea: L’ultimo grado.

Tasse per le lezioni:

Solo per le lezioni, incluso l’italiano per i non madrelingua:

Primo anno – da ottobre a maggio – 2700 euro a settimana – 20 ore a settimana

Secondo anno, da ottobre a maggio, 25 ore a settimana: 3000 euro.

Terzo anno di laurea finale (da ottobre a maggio) – 30 ore a settimana: 3500 euro

Le borse di studio sono offerte agli studenti che partecipano attivamente agli spettacoli e ai seminari della scuola e che hanno ottimi punteggi nei test.

Per iscriversi è necessario: un modulo di domanda, un curriculum e un colloquio (se si vive a più di 300 km dalla scuola, è possibile presentare un questionario e un test d’inglese al posto del colloquio). Questa è una delle scuole di recitazione in Italia che può aiutare con i visti per gli studenti e l’alloggio.

Tasso di accettazione degli esami: Gli studenti sostengono esami durante i loro corsi.

Politica delle audizioni: Gli studenti con un documento di autorizzazione della scuola sono autorizzati a fare audizioni professionali durante il loro studio.

Sito web di A.B.I.T. ACADEMY

Torna sul nostro sito man mano che la nostra lista di scuole di recitazione in Italia si espande, oppure iscriviti al nostro blog per avere aggiornamenti immediati sui corsi di recitazione in Italia e sulle scuole di recitazione europee.

Fatto interessante/continua a leggere:

Le origini della recitazione possono essere fatte risalire fino all’antica Grecia.

L’architetto Polykleitos Neoteros di Argo iniziò la costruzione alla fine del IV secolo a.C. nell’antica città di Epidauro e la terminò in due decenni.

Fu costruito per il piacere dei pazienti di Asclepeion, poiché era opinione diffusa che guardare commedie e drammi facesse bene sia alla mente che al corpo.

Il teatro è cresciuto in fama e statura come uno dei siti storici più importanti della nazione.

Il monumento, che è circondato da una flora lussureggiante, conserva il theatron (auditorium), l’orchestra e la skene (il palco) componenti del design teatrale ellenistico.

Gli artisti e il coro salgono sul palco nell’orchestra, che ha una circonferenza di 20 metri.

Una piastra di pietra circolare nel centro serve come fondamento dell’altare.

È racchiuso dall’euripos, un tubo di drenaggio sotterraneo largo 1,99 metri.

L’euripos era circondato da una passerella di pietra.

Migliori teatri in Italia

La Commedia dell’arte – che nasce nei mercati e in altri spazi pubblici e utilizza l’improvvisazione – ha una lunga storia nel teatro italiano, che risale al Rinascimento.

Questa eredità teatrale è ancora efficacemente presentata nel presente. Gli amanti del teatro possono assistere a spettacoli spettacolari in rinomati teatri d’opera in tutto il paese. Sei di questi sono elencati di seguito. Non ci si può mai dimenticare di quei top teatro con sedili di pietra

Il Teatro La Fenice di Venezia è uno dei teatri più famosi del mondo.

Dalla sua costruzione nel 1792, il leggendario teatro veneziano a tema Fenice è stato demolito e ricostruito tre volte. Ha riacquistato la sua antica bellezza e maestosità, sia dentro che fuori, dopo una recente ristrutturazione. Stucchi dorati ornati e soffitti in gesso, bellissimi dipinti blu uovo d’anatra e un lampadario di cristallo aggiungono opulenza allo spazio. Considerate gli appartamenti Ad Lofts, che sono sia convenienti che convenientemente situati vicino a La Fenice.

Mentre guardate in alto, approfittate della superba acustica e dei magnifici affreschi sul soffitto del Teatro di San Carlo.

Il Teatro di San Carlo, uno dei più famosi teatri d’opera del mondo, è uno degli edifici più belli dei teatri napoletani. Fu costruito nel 1737. Dopo l’incendio del 1816, Antonio Nocolini progettò l’edificio attuale, che è un’opera d’arte. Anche se ti perdi uno spettacolo, il Teatro dell’Opera offre visite guidate di 45 minuti ai sei livelli di palchi di velluto e foglia d’oro disposti a ferro di cavallo. Sarete a pochi minuti da Piazza dei Massimo se soggiornate in una camera con balcone al Teatro di San Carlo, che si affaccia su Piazza del Plebiscito.

La Scala di Milano

Il palcoscenico della Scala ha visto debuttare opere di Verdi, Puccini e Rossini, oltre a molti altri grandi cantanti.

Alcuni dei migliori cantanti d’opera si sono esibiti alla Scala, e le opere di Verdi, Puccini e Rossini, tra gli altri, sono state eseguite lì.

Anche se non hai intenzione di assistere a uno spettacolo alla Scala di Milano, la libreria interna, il bar e il museo, che ha set, costumi e ritratti di cantanti famosi, meritano una visita. Verdi, Puccini e Rossini, tra gli altri, si sono tutti esibiti alla Scala, il teatro lirico italiano di fama mondiale a Milano. Molti dei loro pezzi più significativi sono stati eseguiti qui per la prima volta. Mentre la stagione è breve, che copre dall’inizio di dicembre alla metà di luglio, i clienti possono godersi l’opera, il balletto e i concerti tutto l’anno, ascoltando la musica seduti in bellissime sedie di velluto rosso con lampadari che graffiano il cranio degli spettatori. Milano Royal Suites – Centro Duomo, che è adiacente all’hotel, può portarvi alla Scala in 10 minuti.

Il magnifico Teatro Comunale, progettato dall’architetto Antonio Galli Bibbiena, è uno dei tesori più preziosi di Bologna. La sua storia musicale è lunga quasi quanto quella della sua struttura, dato che il primo teatro d’opera finanziato con fondi pubblici era appena mezzo completato quando fu aperto. Il teatro aprì la sera della prima de Il Trionfo di Cloelia di Gluck nel 1763, nonostante l’assenza di inserti acustici, la pittura del soffitto e il completamento della parte superiore della sala. Il teatro dell’opera è ora completo, e chiunque sia interessato a vederlo può farlo assistendo a uno spettacolo durante la stagione (da novembre ad aprile) o andando in Piazza Verdi a guardare gli artisti di strada e poi a bere qualcosa.

E qui c’è un altro gioiello che stiamo per guidarvi.

La storia del Teatro Lirico di Cagliari inizia nel 1964 con un finanziamento del Comune di Cagliari per proposte di ricostruzione e sostituzione del Teatro Civico di Castello, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, e per la ricostruzione del Politeama Regina Margherita, completamente distrutto da un incendio nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 1942. Il teatro lirico di Cagliari aprì le sue porte nel 1964.

Tre architetti bergamaschi furono selezionati tra 34 idee progettuali presentate per ottenere il finanziamento nel 1967: Luciano Galmozzi, Pierfrancesco Ginoulhiac e Teresa Ginoulhiac Arslan. Luciano Galmozzi, Pierfrancesco Ginoulhiac e Teresa Ginoulhiac Arslan. A seguito di controversie sul progetto scelto, fu presa in considerazione la seconda proposta dell’architetto romano Maurizio Sacripanti. La costruzione iniziò solo nel 1971, e l’edificio di 5.000 metri quadrati fu ufficialmente dedicato il 2 settembre 1993, segnando il completamento del progetto.
Dopo la sua inaugurazione, il teatro lirico di cagliarii è stato ampliato con un foyer, una sala da 1650 posti, un grande palcoscenico e una fossa d’orchestra, oltre a una serie di aree specializzate, come sale di cucito e illuminazione, sale prove, magazzini e uffici, che sono stati aggiunti dopo il completamento dell’edificio.

teatro lirico di cagliarii

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