Il Teatro del Bardo

The Globe theater

Londra, 1599.

Nella Londra elisabettiana, due grandi compagnie teatrali monopolizzano l’attenzione del pubblico.

Da un lato abbiamo i The Admiral’s Men e dall’altra i Lord Chamberlain’s Men, le due compagnie più influenti del momento. Ma solo di una delle due faceva parte Shakespeare – i Lord Chamberlain’s Men, ovvero gli Uomini del Ciambellano (così chiamati perché fondati dal Ciambellano di Elisabetta I) e furono proprio loro a costruire il Globe Theatre, teatro dalle origini curiose.

Clausole e improperi: le origini

Nonostante i Chamberlain’s Men abbiano costruito il Globe Theater nel 1599, non lo idearono da zero. I materiali con i quali fu costruito il Globe Theatre furono infatti presi da un altro teatro che aveva una storia un po’… burrascosa.

Il teatro di cui la compagnia di Shakespeare prese i materiali si chiamava Teatro di Burbage, dal nome del suo proprietario, e individuo cruciale per la storia dei teatri come li conosciamo ora.

Prima che Burbage fece costruire il suo teatro, infatti, le esibizioni teatrali erano prodotti confezionati per essere messi in scena o in strada, o dentro i cortili delle taverne. Cosa cambiò?

Nel 1574 venne promulgato un Atto di Censura che imponeva strette regole su cosa potesse o non potesse essere rappresentato nei cortili delle taverne.

Per sfuggire a queste regole, Burbage decise di costruire il suo teatro dove avrebbe messo in scena quello che voleva.

Ma come si passa dal teatro di Burbage a quello dei Chamberlain’s Men?

Il teatro di Burbage era stato costruito sul terreno di un tale Allen, il quale alla fine dell’affitto voleva distruggere il teatro. Una clausola nel contratto permise però a Burbage di smontare e rimontare il teatro altrove. E indovinate chi se ne occupò? I cari uomini del Ciambellano.

Il teatro ricostruito aveva una struttura migliorata rispetto al primo che gli conferì il soprannome di “La Grande O”. Il suo nome vero e proprio è però celeberrimo ed è passato alla storia poiché era qua che prendevano vita i copioni di un tale William Shakespeare. Esatto, stiamo parlando del Globe Theatre.

Rivalità

Al tempo il diritto d’autore non esisteva, ed è per questo che era possibile quello che sto per descrivervi.
Immaginatevi che tutti i soldi che vi entrano, sponsor a parte, derivino dai biglietti e che un vostro avversario abbia appena rappresentato un’opera incredibile. Da togliere il fiato. Cosa fareste?

Ne fareste una migliore?

Ma ovviamente no; la copiereste. Che è quello che facevano anche le compagnie del tempo.

Ogni volta che uno dei loro rivali mandava in scena uno spettacolo di successo, i membri delle compagnie inviavano qualcuno a… prendere appunti, se così vogliamo dire. Tempo qualche giorno e una copia dello spettacolo, anche se di qualità inferiore, poteva essere vista in tutti i teatri di Londra.

Questo in realtà era dovuto al banalissimo bisogno di sopravvivere.

Infatti, come già detto l’introito principale era dovuto al biglietto, ma questo spingeva le compagnie a 1) dovere produrre sempre di più e 2) mantenere una qualità costante che fosse meglio di quella dei tuoi concorrenti.

Quando questo non era possibile, allora si passava al plagio, tanto nessuno ti puniva. E nonostante alla legge non importasse molto se qualcuno ti copiava il lavoro, agli autori importava. E tanto. E quindi le rivalità fra compagnie, e quindi teatri visto che ogni compagnia aveva il suo teatro, non facevano altro che inasprirsi nel tempo.

Fermi tutti! Freniamo Questo Successo

Se oggi il teatro è considerato intrattenimento per artisti e acculturati, al tempo la scena che vi si sarebbe presentata era molto diversa. Il teatro era infatti un passatempo così popolare che rubava clienti a tutti gli altri eventi che potevano esserci a Londra, ed è per questo che il Globe Theatre e tutti gli altri teatri dovevano obbligatoriamente chiudere ogni giovedì della settimana per permettere alle altre performances della città di essere considerate. E non era solo un’usanza: fu promulgata una legge che sancisse le giornate di apertura e chiusura dei teatri.

Se avessero così tanto successo oggi, sarebbe impossibile riuscire a ottenere i biglietti per qualsiasi spettacolo.

Il successo degli spettacoli teatrali faceva sì che fosse pressoché impossibile imparare tutti i copioni a memoria. Come facevano allora? E come mai oggi abbiamo i copioni?

I copioni erano più una linea guida che, eventualmente, veniva imparata dagli attori a forza di recitare i pezzi.

Ma le prime volte come facevano?

Baravano. Di brutta.

O meglio, usavano quelli che nel Globe e nel teatro Elisabettiano venivano chiamati foul papers. In italiano ci sono varie traduzioni, la più comune delle quale è “carte sporche”. In realtà il termine carte sporche ha un dubbio significato poiché le carte sporche oltre a essere i fogli con abbozzi di battute e trama che gli attori avevano a disposizione durante gli spettacoli, sono anche le brutte dei pezzi stessi.

Inoltre, in particolare il termine Foul Papers viene utilizzato per le bozze di Shakespeare, quale è quindi la traduzione corretta?

Probabilmente nessuna, e probabilmente tutte.

Considerato che l’unico giorno di chiusura dei teatri era giovedì e che la produzione di un’opera cominciava immediatamente dopo la stesura, non è da escludere che l’opera venisse soggetta a un ulteriore processo di rifinitura anche se veniva già portata a teatro.

Una sorta di provare e riprovare finché non si trova la forma perfetta, insomma.

Il Teatro del Bardo

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